Il cammino recente della semplificazione è stato avviato negli anni 90 dalla legge n. 241 che ha incluso tra i principi che regolano l’attività amministrativa quelli della celerità e della economicità, ed ha introdotto alcuni degli istituti più significativi della semplificazione (conferenza dei servizi, silenzio-assenso, ecc.). Successivamente la legge n. 537 del 1993 ha individuato un elenco di procedimenti e i criteri e gli strumenti per semplificarli.
Ma è nella seconda metà degli anni 90 che con la legge n. 59 del 1997 e le successive leggi annuali (legge n. 50 del 1999 e legge n. 340 del 2000), che la semplificazione viene "messa a sistema". Con la previsione della legge annuale di semplificazione e l’individuazione dei criteri per la semplificazione procedimentale viene avviata un’attività sistematica di delegificazione, di semplificazione procedimentale e di riordino attraverso la redazione di testi unici. Tra le numerose semplificazioni realizzate si ricordano, tra le altre, quelle in materia di documentazione amministrativa (dPR n. 445 del 2000) e di sportello unico per le attività produttive (dPR n. 447 del 1998 e successive modifiche)
Sulla scorta delle esperienze più avanzate a livello internazionale con la legge n. 50 del 1999 viene istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il "Nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure", la task force di esperti dedicata alle attività di semplificazione delle procedure, di predisposizione dei testi unici e all’analisi d’impatto della regolazione; viene introdotta per gli schemi di atti normativi del governo e di regolamenti ministeriali l’analisi di impatto della regolazione (AIR) con la finalità di verificare ex ante l’opportunità di una regolazione e di valutarne in termini di vantaggi e svantaggi, di benefici e di costi, gli effetti sull’organizzazione delle pubbliche amministrazioni e sulle attività dei cittadini e delle imprese; vengono infine previste forme stabili di consultazione delle parti sociali e del sistema delle autonomie locali.
Con la XIV legislatura vi è stato un passaggio di fase :
- è stato soppresso il Nucleo per la semplificazione e prevista l’istituzione di un Ufficio per la semplificazione alle dirette dipendenze del Ministro per la funzione pubblica e l’attribuzione delle competenze relative all’analisi d’impatto della regolazione al Dipartimento affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri (legge n. 137 del 2002);
- la legge n. 229 del 2003 "Interventi in materia di qualità della regolazione, riassetto normativo e codificazione - legge di semplificazione 2001" ha previsto il supermento dell’istituto dei testi unici misti (norme legislative e regolamentari) e la sua sostituzione con deleghe legislative per il riassetto e la codificazione della normativa primaria e l’adozione di regolamenti ai sensi dell’art.17, commi 1 e 2 della legge n.400 del 1988. E’ previsto il riassetto di importanti materie quali la sicurezza sul lavoro, gli incentivi alle attività produttive, le assicurazioni, i prodotti alimentari, la tutela dei consumatori, la società dell’informazione e l’internazionalizzazione delle imprese. La responsabilità delle attività di riassetto normativo e di codificazione è attribuita ai Ministeri, ed è prevista la delega al governo ad emanare entro un anno un decreto legislativo per il riassetto delle disposizioni statali vigenti in materia di produzione normativa, semplificazione e qualità della regolazione.