La promozione delle pari opportunità, in particolare quella tra donne e uomini, è uno dei principali obiettivi delle politiche della Commissione Europea ed è ormai inserito, con la Legge Costituzionale n. 1/2003 (modifica dell'art. 51 della Costituzione), tra i principi fondamentali della nostra democrazia. Sul lungo e complesso iter che, partendo dalle leggi finalizzate all' introduzione di politiche antidiscriminatorie nei confronti del genere femminile, culmina con le recenti riforme costituzionali (articoli 117, 7° comma, e 51 della Costituzione), che hanno introdotto a livello nazionale e regionale il principio di pari opportunità in materia di elettorato passivo, si veda anche l'interessante pubblicazione curata dalla Regione Piemonte.
Ma nonostante gli indirizzi e la legislazione comunitaria e l'insieme di norme nazionali che garantiscono formalmente pari diritti in materia di accesso e condizioni di lavoro, di formazione e di protezione sociale, l'eguaglianza sostanziale è ancora un obiettivo da raggiungere e forti sono ancora gli squilibri della rappresentanza femminile nelle istituzioni.
La modifica costituzionale di recente approvata può rappresentare senz'altro un ulteriore punto di partenza per successivi interventi legislativi ancora più incisivi di quelli già esistenti, al fine di stimolare i processi culturali e politici che portino alla consapevolezza comune che le differenze di genere non solo non devono rappresentare un ostacolo allo svolgimento pieno e completo dei propri percorsi professionali, ma devono invece diventare una risorsa di cui le stesse strutture devono avvalersi per migliorare i servizi e le performance della pubblica amministrazione.
Attraverso questo sito s'intende non solo fornire informazione sulla legislazione comunitaria e nazionale in tema di parità ed azioni positive, ma anche comunicare le esperienze e le prassi nel mondo pubblico in tema di azioni positive.
L'obiettivo è anche quello di trovare un luogo in cui affrontare, attraverso interventi e contributi, una riflessione sulle problematiche concernenti le differenze di genere che attraversano il mondo pubblico e istituzionale e ulteriori spunti per l'applicazione pratica di piani di sviluppo delle risorse umane secondo strategie che valorizzino queste differenze.