Nella terza sezione del canale tematico (Il dirigente pubblico) sono presenti
notizie, posizioni e atti parlamentari sulle dibattute e complesse questioni
della separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa e
della privatizzazione o ripubblicizzazione del rapporto di rapporto lavoro del dirigente
pubblico.
L'intenzione espressa dal Ministro Luigi Mazzella, con un'intervista rilasciata
al Corriere della Sera il 20 gennaio 2003, di voler rivedere
la legge che disciplina la dirigenza pubblica e le successive dichiarazioni del
Sottosegretario Learco Saporito - che si è battuto per l'approvazione
parlamentare della legge Frattini - hanno di fatto riaperto il dibattito
politico.
Dopo la conferenza stampa dei partiti di opposizione che hanno presentato una
loro proposta di legge di
riforma (v. tabella riepilogativa delle modifiche proposte), anche il Governo
si è messo al lavoro: al Dipartimento della Funzione
pubblica, il Ministro Mazzella ha istituito una apposita Commissione per la revisione della legge sulla dirigenza.
Contemporaneamente alcuni convegni promossi da partiti politici e organizzazioni
sindacali hanno finalmente riportato l'attenzione sulla delicata questione delle
norme che devono assicurare l'imparzialità, l'indipendenza e l'esclusività
dell'operato dei dirigenti pubblici. CGIL, CISL, UIL e CIDA hanno assunto posizioni volte alla difesa
della privatizzazione del rapporto di lavoro dei dirigenti e quindi della loro
contrattualizzazione.
E dopo tante attese nel mese di febbraio 2004 il Dipartimento della funzione
pubblica ha diramato uno schema di disegno di
legge di riordino basato su una fin troppo ampia delega che include le
nuove disposizioni sulla dirigenza nel contesto di un'iniziativa che abbraccia
anche le tematiche generali dell'impiego pubblico e della contrattazione.
L'iniziativa ha però suscitato negative reazioni
sindacali, tanto che il d.d.l. non è stato ancora esaminato dal
Consiglio dei Ministri. Da ultimo si segnala la nuova presa di posizione del
Sottosegretario on.le Learco Saporito che, in un'intervista
a Italia Oggi, sembra non solo prendere le distanze dalle intenzioni del
Ministro Mazzella, ma anche esprimere valutazioni diverse da quelle da lui
stesso manifestate all'epoca dell'approvazione della legge 145/2002.
L'unico concreto risultato di tutto questo dibattito, giunti ormai quasi alla fine della legislatura, è l'articolo 14-sexies del decreto-legge 30 giugno 2005,
n. 115, recante disposizioni urgenti per assicurare la funzionalita'
di settori della pubblica amministrazione, convertito con modificazioni dalla legge n. 168/2005. Un intervento frettoloso e parziale in materia che
mescola aspetti positivi e negativi (si veda il relativo testo coodinato e, fra i tanti, i commenti della FP-CIDA e del Messaggero): da una tardiva correzione della legge
Frattini, con cui si ripristina la durata minima degli incarichi
dirigenziali e si ridetermina la loro durata massima, all'anticipazione a
tre anni, senza alcuna verifica, della promozione in prima fascia per i
dirigenti di seconda fascia con incarico dirigenziale generale; unitamente
ad altre disposizioni minori, contraddittorie e marginali.