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Percorso corrente: Home/il_dirigente_pubblico/pubblicizzazione_o_privatizzazione_del_rapporto_di_lavoro.asp  (ultima modifica: 22/04/2007)
il dibattito sulla pubblicizzazione o privatizzazione e sulla modifica della legge Frattini
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Nella terza sezione del canale tematico (Il dirigente pubblico) sono presenti notizie, posizioni e atti parlamentari sulle dibattute e complesse questioni della separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa e della privatizzazione o ripubblicizzazione del rapporto di rapporto lavoro del dirigente pubblico.

L'intenzione espressa dal Ministro Luigi Mazzella, con un'intervista rilasciata al Corriere della Sera il 20 gennaio 2003, di voler rivedere la legge che disciplina la dirigenza pubblica  e le successive dichiarazioni del Sottosegretario Learco Saporito - che si è battuto per l'approvazione parlamentare della legge Frattini - hanno di fatto riaperto il dibattito politico.

Dopo la conferenza stampa dei partiti di opposizione che hanno presentato una loro proposta di legge di riforma (v. tabella riepilogativa delle modifiche proposte), anche il Governo si è messo al lavoro: al Dipartimento della Funzione pubblica, il Ministro Mazzella ha istituito una apposita Commissione per la revisione della legge sulla dirigenza.

I contenuti della conseguente ipotesi di modifica della legge Frattini sono stati anticipati dal Ministro sulla stampa (Repubblica del 10 luglio 2003) e confermati anche in un incontro con Clubdirigentipa.

Contemporaneamente alcuni convegni promossi da partiti politici e organizzazioni sindacali hanno finalmente riportato l'attenzione sulla delicata questione delle norme che devono assicurare l'imparzialità, l'indipendenza e l'esclusività dell'operato dei dirigenti pubblici.
CGIL, CISL, UIL e CIDA hanno assunto posizioni volte alla difesa della privatizzazione del rapporto di lavoro dei dirigenti e quindi della loro contrattualizzazione.

E dopo tante attese nel mese di febbraio 2004 il Dipartimento della funzione pubblica ha diramato uno schema di disegno di legge di riordino basato su una fin troppo ampia delega che include le nuove disposizioni sulla dirigenza nel contesto di un'iniziativa che abbraccia anche le tematiche generali dell'impiego pubblico e della contrattazione.  L'iniziativa ha però suscitato negative reazioni sindacali, tanto che il d.d.l. non è stato ancora esaminato dal Consiglio dei Ministri. Da ultimo si segnala la nuova presa di posizione del Sottosegretario on.le Learco Saporito che, in un'intervista a Italia Oggi, sembra non solo prendere le distanze dalle intenzioni del Ministro Mazzella, ma anche esprimere valutazioni diverse da quelle da lui stesso manifestate all'epoca dell'approvazione della legge 145/2002.

L'unico concreto risultato di tutto questo dibattito, giunti ormai quasi alla fine della legislatura, è l'articolo 14-sexies del decreto-legge 30 giugno 2005, n.  115,  recante  disposizioni  urgenti  per  assicurare  la funzionalita' di settori della pubblica amministrazione, convertito con modificazioni dalla legge n. 168/2005. Un intervento frettoloso e parziale in materia che mescola aspetti positivi e negativi (si veda il relativo testo coodinato e, fra i tanti, i commenti della FP-CIDA e del Messaggero): da una tardiva correzione della legge Frattini, con cui si ripristina la durata minima degli incarichi dirigenziali e si ridetermina la loro durata massima, all'anticipazione a tre anni, senza alcuna verifica, della promozione in prima fascia per i dirigenti di seconda fascia con incarico dirigenziale generale; unitamente ad altre disposizioni minori, contraddittorie e marginali.

Ovviamente gli ulteriori sviluppi su questo tema del dibattito politico, sindacale e - si spera - anche parlamentare (si vedano al riguardo i primi frammentari interventi normativi dell'attuale legislatura) saranno seguiti in via prioritaria.


Vedi anche:

la legge 145 e la sua attuazione
il testo della nuova legge sulla dirigenza pubblica, i provvedimenti attuativi, i primi interventi della giurisprudenza, la rassegna stampa e le opinioni dei dirigenti e delle organizzazioni sindacali, fino alla sentenza della corte costituzionale n. 103/2007 che ha cancellato lo spoils system una tantum

disciplina, ruolo e autonomia gestionale
gli atti della prima conferenza nazionale dell'alta dirigenza statale.






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