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I NOSTRI OBIETTIVI
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Il club dei dirigenti delle pubbliche amministrazioni si propone di creare una piazza virtuale e una rete informativa tra i dirigenti pubblici. La "comunità virtuale", che il club punta a costruire, come "luogo" nel quale idee e progetti possono circolare per dare un valore aggiunto collettivo all'essere dirigenti delle pubbliche amministrazioni.

L'identità professionale e lo spirito di appartenenza ad un corpo comune sono, nella dirigenza pubblica italiana, caratteristiche ancora troppo deboli rispetto a quelle di altri Paesi o di altre carriere. Tuttavia, la figura del dirigente pubblico, così come l'amministrazione dove egli esplica la sua attività, hanno costituito negli ultimi anni oggetto di radicali riforme, non sempre organicamente articolate.

L'innovazione, più o meno marcata, all'interno delle pubbliche amministrazioni non sembra abbia incrementato il livello di autocoscienza del ruolo, anche se è ormai innegabile l'esistenza di un terreno comune nel quale si trovano oggi i dirigenti statali. Questa base di partenza, ottenuta con le riforme degli anni '90 (che hanno radicalmente ripensato la qualifica del dirigente ed i meccanismi dell'accesso), ha determinato il moltiplicarsi e il differenziarsi dei retroterra culturali di provenienza.

Il club si propone pertanto di contribuire a far crescere e consolidare valori comuni tra i dirigenti pubblici e il senso di appartenenza ad un corpo professionale unitario al servizio dello Stato, di far sentire la propria voce sul merito delle questioni che riguardano lo status, il ruolo e le attività che i civil servant sono chiamati a svolgere. Spesso il dibattito sui temi della pubblica amministrazione in generale, e della dirigenza pubblica in particolare, è superficialmente affidato a slogan (lo spoils system è un esempio recente ed eclatante) e luoghi comuni, riduttivi e distorsivi della realtà, che scaturiscono da una conoscenza solo teorica o accademica della pubblica amministrazione e non riescono quindi a cogliere in modo efficace l'evoluzione e i cambiamenti, lenti ma tangibili, che si sono registrati sul piano dell'organizzazione e del metodo di lavoro, grazie anche al massiccio ricorso alle tecnologie informatiche.

Manca o non si è espressa finora la voce di coloro che operano sul campo delle p.a.: la mancanza di un vero e proprio dibattito approfondito ed aperto fra i dirigenti, prima e dopo l'approvazione della nuova legge sulla dirigenza pubblica, è la riprova che è opportuno creare luoghi ed occasioni per aprire lo spazio ad analisi di merito, allo studio dei problemi, al confronto concreto fra i diretti interessati, evitando di concentrare l'attenzione e la discussione solo sul carattere pubblicistico o privatistico del rapporto di lavoro. Poco si parla, per esempio, dell'esigenza di assicurare ai dirigenti una reale autonomia decisionale sul piano gestionale, a partire dall'individuazione di budget finanziari annuali sui quali valutare le perfomance di efficienza, efficacia ed economicità.

I dirigenti pubblici devono dunque essere messi in condizione di partecipare attivamente al dibattito ed essere coinvolti sin dall'inizio nei processi di riforma della pubblica amministrazione in quanto attori chiamati ad attuarli.

Fare la sintesi delle diverse esperienze e costruire una identità comune utilizzando le reti è la mission del Club







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